Quando gli intellettuali di un paese tacciono è segno che
quel paese si è avviato verso una lenta ma inesorabile ed irreversibile
decadenza.
Chi in un modo o in un altro ha avuto a che fare con il
Movimento Cinque Stelle sa che le dinamiche interne al movimento sono
tutt’altro che trasparenti e che tale mancanza di regole, scambiata in un primo
momento per “libertà di autodeterminazione” dell’azione politica sui territori,
si trasforma ben presto in “libertà di espulsione” delle teste pensanti, da
parte di capi e capetti in ordine sparso.
Questa verità la conoscono tutti. Nessuno, che abbia avuto a che fare con la
macchina pentastellata, può ormai dire di non aver capito questa semplice
verità.
Ovviamente tutto questo non avrebbe importanza per nessuno,
a parte gli iscritti che volontariamente volessero farsi usare e poi gettare,
se non fosse che il M5S si candida a governare l’Italia.
Mi chiedo perciò come
sia possibile assistere da un lato al silenzio di certi intellettuali o
presunti tali, e dall’altro alla
retorica del “parlamentare che solo ora se ne accorge”!
Ebbene, il parlamentare espulso forse se ne è accorto solo
ora o, come tutti sanno, se ne era accorto fin dalla elezione di Piero Grasso a
Presidente del Senato e non ha voluto crederci.
Si è buttato a capofitto sul proprio lavoro, all’ascolto della base, ai
banchetti tutti i weekend, sperando che le cose cambiassero. E tuttavia piano piano si è reso conto che invece, davvero
la misura era colma, e che la propria dignità non gli permetteva più di stare
zitto o di parlare a vuoto nelle assemblee di un partito che predica democrazia
e agisce imponendo dall'alto regole e linea politica.
Gli espulsi se ne sono accorti tardivamente, ma gli va dato
atto di averci provato a cambiare le cose, non fosse altro che per non deludere
chi, come loro, aveva creduto che il M5S
fosse qualcos’altro.
Mi chiedo invece come taluna stampa sedicente libera da
padroni, ma probabilmente schiava del proprio stesso rancore nei confronti
della casta, stia contribuendo ad evidenziare il Grande Inganno di cui sono vittime migliaia di persone che ancora
credono di essere attori di un cambiamento e che invece sono solo pedine
telecomandate da un Blog, pezzi di un
puzzle di cui non si conosce il disegno.
Mi chiedo come mai taluna stampa non faccia emergere il Grande Pericolo per la democrazia derivante dalla possibilità che il M5S
prenda il potere e governi il Paese con
le stesse logiche epurative con cui
governa se stesso.
Mi chiedo come mai taluna stampa non avverta il dovere morale di difendere senza se e
senza ma la libertà di opinione e di pensiero che deve essere garantita in ogni
contesto sociale e politico. Libertà che consente sicuramente ai singoli di
dissociarsi da organizzazioni nelle quali non si riconoscono più, ma che consente
altresì agli stessi, di rimanere dentro quelle organizzazioni, qualora ne ravvisino
l’opportunità politica senza per questo dover essere discriminati, ne tanto
meno allontanati.
Mi chiedo come mai taluna stampa finga di non sapere come diversi giornalisti siano stati messi alla
gogna per essere stati critici nei
confronti di tale partito.
Ciò che mi rattrista è che si tratta di quella stampa in cui
credevo e mi riconoscevo … Travaglio,
Gomez .. Scanzi .. danno un colpo
alla botte e uno al cerchio per dimostrare di essere corretti, ma non lo sono
in questa vicenda … non lo sono quando non dicono certe amare verità, o si
esprimono con frasi retoriche che potrebbero
stare in bocca soltanto a un Di Battista di turno.
Rischiano cosi di essere di fatto complici di un vero e proprio inganno ai danni del povero e martoriato popolo italiano, che crede di affidare la propria disperazione a propri portavoce ed invece si ritrova non solo a non contare nulla, ma a sentirsi dire che se non gli piace la linea che man mano viene dettata dall’alto, allora “ha sbagliato a votare” e tanti saluti!!
Rischiano cosi di essere di fatto complici di un vero e proprio inganno ai danni del povero e martoriato popolo italiano, che crede di affidare la propria disperazione a propri portavoce ed invece si ritrova non solo a non contare nulla, ma a sentirsi dire che se non gli piace la linea che man mano viene dettata dall’alto, allora “ha sbagliato a votare” e tanti saluti!!
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