mercoledì 12 marzo 2014

Quando gli intellettuali tacciono



 
Quando gli intellettuali di un paese tacciono è segno che quel paese si è avviato verso una lenta ma inesorabile ed irreversibile decadenza.
Chi in un modo o in un altro ha avuto a che fare con il Movimento Cinque Stelle sa che le dinamiche interne al movimento sono tutt’altro che trasparenti e che tale mancanza di regole, scambiata in un primo momento per “libertà di autodeterminazione” dell’azione politica sui territori, si trasforma ben presto in “libertà di espulsione” delle teste pensanti, da parte di capi e capetti in ordine sparso.
Questa verità la conoscono tutti.  Nessuno, che abbia avuto a che fare con la macchina pentastellata, può ormai dire di non aver capito questa semplice verità.
Ovviamente tutto questo non avrebbe importanza per nessuno, a parte gli iscritti che volontariamente volessero farsi usare e poi gettare, se non fosse che il M5S si candida a governare l’Italia.
Mi chiedo perciò  come sia possibile assistere da un lato al silenzio di certi intellettuali o presunti tali,  e dall’altro alla retorica del “parlamentare che solo ora se ne accorge”!
Ebbene, il parlamentare espulso forse se ne è accorto solo ora o, come tutti sanno, se ne era accorto fin dalla elezione di Piero Grasso a Presidente del Senato e non ha voluto crederci.  Si è buttato a capofitto sul proprio lavoro, all’ascolto della base, ai banchetti tutti i weekend, sperando che le cose cambiassero. E tuttavia  piano piano si è reso conto che invece, davvero la misura era colma, e che la propria dignità non gli permetteva più di stare zitto o di parlare a vuoto nelle assemblee di un partito che predica democrazia e agisce imponendo dall'alto regole e linea politica.
Gli espulsi se ne sono accorti tardivamente, ma gli va dato atto di averci provato a cambiare le cose, non fosse altro che per non deludere chi, come loro,  aveva creduto che il M5S fosse qualcos’altro.
Mi chiedo invece come taluna stampa sedicente libera da padroni, ma probabilmente schiava del proprio stesso rancore nei confronti della casta, stia contribuendo ad evidenziare il Grande Inganno di cui sono vittime migliaia di persone che ancora credono di essere attori di un cambiamento e che invece sono solo pedine telecomandate da un Blog,  pezzi di un puzzle di cui non si conosce il disegno.
Mi chiedo come mai taluna stampa non faccia emergere il Grande Pericolo per la democrazia  derivante dalla possibilità che il M5S prenda  il potere e governi il Paese con le stesse logiche epurative  con cui governa se stesso. 
Mi chiedo come mai taluna stampa non avverta il dovere morale di difendere senza se e senza ma la libertà di opinione e di pensiero che deve essere garantita in ogni contesto sociale e politico. Libertà che consente sicuramente ai singoli di dissociarsi da organizzazioni nelle quali non si riconoscono più, ma che consente altresì agli stessi, di rimanere dentro quelle organizzazioni, qualora ne ravvisino l’opportunità politica senza per questo dover essere discriminati, ne tanto meno allontanati.
Mi chiedo come mai taluna stampa finga di non sapere come diversi giornalisti siano stati messi alla gogna  per essere stati critici nei confronti di tale partito.
Ciò che mi rattrista è che si tratta di quella stampa in cui credevo e mi riconoscevo … Travaglio,  Gomez .. Scanzi ..  danno un colpo alla botte e uno al cerchio per dimostrare di essere corretti, ma non lo sono in questa vicenda … non lo sono quando non dicono certe amare verità, o si esprimono con frasi retoriche  che potrebbero stare in bocca soltanto a un Di Battista di turno.  
Rischiano cosi  di essere di fatto complici di un vero e proprio inganno ai danni del povero e martoriato popolo italiano, che crede di affidare la propria disperazione a propri portavoce ed invece si ritrova non solo a non contare nulla, ma a sentirsi dire che se non gli piace la linea che man mano viene dettata dall’alto, allora “ha sbagliato a votare” e tanti saluti!!

Nessun commento:

Posta un commento